Global Service e pubblica amministrazione – Aria SpA

Il “global service” (di derivazione anglosassone) nasce come figura contrattuale tipica del settore privato tramite la quale si affidavano ad un unico soggetto tutte le operazioni di gestione e manutenzione di rilevanti patrimoni immobiliari. Il ricorso a tale istituto è divenuto, negli anni, sempre più frequente in quanto ottimo strumento di interventi preventivi (e non più solo “a guasto”) […]

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1° Convegno Regionale della prevenzione a Trieste | Aria SpA

1 Convegno regionale della prevenzione a Trieste.

Il convegno è un importante momento di incontro e di confronto fra le professioni della prevenzione (Tecnici della Prevenzione/Assistenti Sanitari) e il mondo del lavoro. Ha l’obiettivo di promuovere la salute nei contesti occupazionali sviluppando una maggiore sensibilità delle imprese nell’approccio globale alla salute.

Il nostro tecnico Dott. Borsoi Luca è stato invitato a partecipare per presentare la propria tesi e la propria esperienza lavorativa presso Aria SpA.

L’evento è gratuito ed è accreditato (4,5 ECM) per tutte le professioni sanitarie.

Per motivi organizzativi si prega di inviare le iscrizioni via mail alla segreteria organizzativa:

Alessandra Turco Tel. 040 3997544

alessandra.turco@asuits.sanita.fvg.it

Marco Rizzo Tel. 040 3997557

marco.rizzo@asuits.sanita.fvg.it

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Manutenzione: pubblicata la UNI EN 13269 in italiano | Aria SpA

Contratti di manutenzione, la UNI EN 13269 pubblicata in lingua italiana.Il 16 giugno scorso è entrata in vigore la UNI EN 13269:2016 che offre una guida per la preparazione di contratti per lavori di manutenzione. A settembre è stata tradotta e pubblicata in lingua italiana e può essere applicata a:rapporti tra società/assuntore di nazioni diverse e della stessa nazione;attività di manutenzione e tutti i servizi ad essa connessi inclusa la pianificazione, la gestione e il controllo dei lavori;qualsiasi componente, fatta eccezione per il software informatico, a meno che il software non debba essere gestito come parte integrante o unitamente all’apparecchiatura tecnica.

Attenzione però:

la norma non fornisce moduli standard per contratti di manutenzione, non stabilisce diritti e obblighi tra società e assuntore e non fornisce regole per accordi con la pubblica amministrazione.

Le normative per la manutenzione degli impianti sono numerose e precise. Nella sezione delle Leggi norme e pubblicazioni del nostro sito le trovate raccolte e spiegate.

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Ecobonus: come incentivare le riqualificazioni profonde? | Arieggiare

Riportiamo qui di seguito un estratto dell’articolo pubblicato su Renovate Italy con alcune osservazioni e relativi suggerimenti per la modifica dell’ecobonus, in modo che riesca a promuovere anche gli interventi più costosi ed incisivi. “I criteri che non dovrebbero essere trascurati … Continua a leggere→

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La Borsa dice no a Bpvi: salta la quotazione – Focus – Messaggero Veneto

Non si sono i presupposti per garantire il regolare funzionamento del mercato dice Borsa Italiana. Così affonda l’Ipo di Popolare Vicenza. Atlante ora sottoscriverà 15 milioni di azioni e avrà il 99,33. Ai vecchi soci resterà lo 0,67

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Il valore degli impianti in Italia: 46 miliardi di euro – Aria Spa

Fonte: Mce Expocomfort  Notizia di questa mattina all’MCE Mostra Convegno Expocomfort di Milano: nel 2015 la quota di mercato degli impianti sugli investimenti in costruzioni segna il 34%. Buone notizie dunque per lo sviluppo economico. Le costruzioni sono sempre meno un comparto economico fatto di strutture e opere murarie e sempre più un mercato di finiture, […]

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Saranno le banche italiane ad innescare un’altra crisi finanziaria?

Crisi Italia

Il rischio di un contagio dei crediti inesigibili in pancia agli istituti di credito italiani viene ritenuto la minaccia maggiore alla stabilità del sistema finanziario globale. Le banche del nostro paese hanno iscritti a bilancio Non-Performing Loans (NPL) pari al 18% del Pil secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale.

Se il sistema italiano finanziario dovesse fare crac, quelli di Spagna e Portogallo seguirebbero a ruota. Nei primi mesi del 2016 i titoli delle banche sono crollati proprio per via dell’ammontare di sofferenze lorde presenti nei portafogli del settore in Italia. Quel numero “è diventato troppo alto perché possa essere ignorato”, secondo Jeffery Moore di Global Risk Insight.

“Di tutti i rischi che corrono i membri dell’Unione Europea, nel 2016 il rischio di un contagio del travagliato settore delle banche italiane è la minaccia maggiore a un sistema finanziario già in difficoltà”.

Le sofferenze lorde superano i 200 miliardi di euro. In alcuni casi raggiungono anche il 20% dei bilanci di un singolo istituto. La soluzione della bad bank, presa in accordo con le autorità europee, evitando che venissero coinvolti i contribuenti nell’ambito di un piano di aiuti di Stato, non ha convinto.In particolare la garanzia offerta dal governo non pare sufficiente.

Bce accende faro sulla liquidità

Dopo che la Bce ha iniziato a indagare e chiedere una svolta, i titoli del settore hanno perso anche il 25% nelle prime settimane del 2016. Anche se i mercati hanno ridotto le perdite accumulate a inizio anno, a marzo rimangono i timori per la salute del settore finanziario italiano.

Ad alimentare le preoccupazioni ci ha pensato anche la decisione della Bce di chiedere un nuovo piano industriale e un aumento di capitale a Banca Carige. Se non rispetterà i requisiti di capitale entro la fine del mese, allora scatterà il piano di salvataggio secondo le norme di ‘bail-in’ in vigore Continua la lettura di Saranno le banche italiane ad innescare un’altra crisi finanziaria?

Fondi di investimento alternativi e direct lending per le PMI italiane. | Marco Belmondo | LinkedIn

L’esperienza mi dice che oggi un nuovo business in materia finanziaria non può prescindere dal guardare con un atteggiamento di avanguardia levoluzione tecnologica e quella regolamentare.Il Decreto Legge 18/2016 del 14 febbraio scorso è intervenuto in materia di gestione collettiva del risparmio, introducendo alcune misure volte a favorire l’erogazione del credito alle imprese e completando il quadro normativo relativo alla concessione di finanziamenti da parte di Fondi di Investimento Alternativi (FIA).

Sono state stabilite le modalità operative con cui i FIA italiani e i FIA UE possono fare direct lending, ossia concedere prestiti, ponendo fine alle incertezze normative e interpretative che avevano caratterizzavano i primi interventi e indotto a dubitare della possibilità stessa per i FIA di compiere tale attività. Il nuovo Decreto Legge sancisce che i crediti erogati in Italia da FIA nazionali o europei, a valere sul proprio patrimonio, impongono al relativo gestore il rispetto degli obblighi in materia di trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti e lo assoggettano alle relative sanzioni previste dal Testo Unico bancario. La disciplina trova applicazione anche ai FIA UE, cui è consentito svolgere attività di concessione di finanziamenti in Italia, a condizione che:
a) siano autorizzati dall’autorità competente dello stato membro d’origine ad investire in crediti, inclusi quelli erogati a valere sul proprio patrimonio, nel paese di origine;
b) abbiano forma chiusa ed uno schema di funzionamento, soprattutto per riguarda le modalità di partecipazione, analogo a quello dei FIA italiani che investono in crediti;
c) le norme del paese d’origine del FIA UE in materia di contenimento e di frazionamento del rischio, inclusi i limiti di leva finanziaria, siano equivalenti…

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